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Come impatta nella PA? I contenuti previsti dall’art. 54 del CAD sono tutti i contenuti relativi alla normativa sulla trasparenza amministrativa e significa perciò che i contenuti della sezione “Amministrazione trasparente” devono essere direttamente accessibili oppure devono rispettare quanto previsto dal secondo comma del punto d) della metodologia di verifica tecnica. Considerando altresì la premessa, tutti i documenti inerenti la PA devono essere accessibili sia che siano pubblicati nei siti Web, sia che siano disponibili / richiedibili dal cittadino : documenti inviati tramite protocollo via PEC, documenti digitali derivanti dall’accesso agli atti, contenuti all’interno della intranet devono rispettare questo requisito.

tutti i documenti inerenti la PA devono essere accessibili sia che siano pubblicati nei siti Web, sia che siano disponibili / richiedibili dal cittadino

L’aggiornamento dei requisiti non comporta alcuna problematica a chi già precedentemente pubblicava informazioni e contenuti rispettando i dettami di accessibilità, a testimonianza che chi ha ben lavorato dalla prima versione del decreto non è penalizzato rispetto a chi coglierà l’occasione del nuovo decreto per adeguarsi ad una normativa sino ad oggi poco rispettata ma per la quale oggi il cittadino può agire per richiedere l’adeguamento dei servizi Occhiali da Vista Roberto Cavalli RC 5010 ASCIANO 050 zuMHn9iE
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Roberto Scano si occupa di accessibilità dall'inizio del millennio. Ha collaborato allo sviluppo delle WCAG 2.0, delle ATAG 2.0 nonché della normativa italiana in materia di accessibilità. Autore di tre libri in materia, è consulente e formatore nell'ambito della tematica della qualità dei servizi delle P.A. e delle aziende.

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di Anna Ortolani

La violenza è una prerogativa umana: nel mondo animale esiste l’aggressività ma non la violenza gratuita. In nome di dottrine religiose, principi etici, concezioni del mondo diverse, pregiudizi ingiustificati, gli uomini lottano e si aggrediscono fra loro, spesso con ferocia, diversamente dalle specie animali che, se si sbranano, lo fanno per soddisfare i loro bisogni alimentari, difendere il loro territorio o la loro vita. Le cause di questa “peculiarità” umana non sono note, certo è che a determinare il gesto violento concorrono fattori biologici, psicologici e sociali. Statisticamente, ad esempio, la componente di aggressività che può sfociare in violenza è più frequente nei maschi che nelle femmine. Le bambine sarebbero meno aggressive perché più inclini alla comunicazione e al linguaggio, all’empatia e alla comunicazione. Invece i maschi sarebbero emotivamente più distaccati, mostrando sovente difficoltà ad immedesimarsi nella sofferenza altrui. Effettivamente spesso i giovani protagonisti di episodi violenti, se non addirittura efferati, sono ragazzi che mostrano difficoltà nel riconoscere emozioni e sentimenti, quelli che consentono di entrare in sintonia con gli stati mentali degli altri. Questo scollamento aumenta la difficoltà a distinguere finzione e realtà, e questo spiega perché, ad esempio, uno dei responsabili dei lanci di sassi dal cavalcavia si giustificasse affermando che non era sua intenzione far del male a persone in carne ed ossa, ma “solo” colpire le auto, un po’ come si fa in un video gioco. Confondere reale e virtuale è pericoloso perché viene meno la valvola di sicurezza, sostenuta da fattori educativi, che permette di sublimare l’aggressività nella finzione. Lo stesso meccanismo funziona anche nello sport, dove la competizione traduce agonisticamente l’istinto di sopraffazione nei confronti dell’antagonista. Ma al di là di tante spiegazioni sociologiche e psicologiche, un sospetto si affaccia alla mente di fronte all’insensatezza di fatti che accadono anche nella nostra città. Viene il dubbio che la ragione di un pestaggio mortale, delle fiamme appiccate ad un poveraccio, dei sassi buttati dai cavalcavia, sia tanto banale quanto atroce: la noia. I ragazzi, (“tutti” i ragazzi, anche quelli che non possono andare in piscina, a tennis o a sciare) hanno a disposizione dei centri sportivi non a pagamento? Ci sono luoghi che non siano le discoteche dove stare insieme facendo qualcosa di divertente e costruttivo, senza dover sborsare soldi che non tutti hanno a disposizione? Crescono giustamente le opportunità ricreative per la terza età: quante ne esistono per i giovani? Se la noia è insopportabile, per sentirsi vivi si ricorre anche alla violenza, che cerca un bersaglio frugando nell’intolleranza, un virus ricorrente nella storia. Succede che una razza si ritiene irragionevolmente superiore ad un’altra, e si genera il razzismo. Oppure c’è una discriminazione di genere, com’è ancora oggi in molti Paesi dove si ritiene che l’uomo sia superiore alla donna. Esistono pregiudizi economici, di casta, di classe sociale, di corporazione, e nelle sue forme estreme, l’intolleranza si intreccia al fanatismo. Qual è l’antidoto? La tolleranza, naturalmente, quella che Voltaire, nel suo Dizionario filosofico (1763) definisce “appannaggio dell’umanità”. Non è però la direzione in cui sta andando la nostra società, sempre più impaurita, sempre più incline a cercare fuori da sé le cause del suo malessere, che è invece profondamente interno. I ragazzi lo rispecchiano, restituendoci l’immagine di un mondo che non ci piace ma che noi stessi abbiamo forgiato.

Barbara Ziparo
Barbara Ziparo è biologa nutrizionista, laureata con 110 e lode in Scienze della Nutrizione Umana, iscritta all’albo dei biologi. Appassionata da sempre delle proprietà curative degli alimenti, oggi effettua tirocinio volontario presso il reparto di Nutrizione Clinica di Catanzaro ed esercita la libera professione a Catanzaro e provincia e a Roma, effettuando valutazione dello stato nutrizionale e dei fabbisogni nutritivi ed energetici, percorsi di rieducazione alimentare, elaborazione di piani alimentari personalizzati per soggetti in particolari condizioni fisiologiche e patologiche. - barbaraziparonutrizionista.blogspot.it/ . Per contatti telefonici: 3421474619